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PIU' SEMO, MEGLIO STAMO...Stampo Romano |
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11.09.2009 Fare l'RVM sembra facile ma...Con l'arrivo di Settembre oramai si può dire conclusa l'estate. Le città si ripopolano, il traffico aumenta, i parcheggi cominciano a scarseggiare e il lavoro, che durante il periodo estivo si riduce al minimo sindacale, aumenta sempre di più.
Qualche giorno fa, parlando con i miei colleghi in un momento di svago, ci è ritornata in mente la scena di un film che rispecchia totalmente la giornata tipica dell'RVM.
La scena in questione è tratta dal film "Vieni avanti cretino" con Lino Banfi, molti di voi sicuramente rideranno, NOI ci siamo messi a piangere...
Gustatevela tutta, voi che potete
12.04.2009 GLI SPAM SULLA MAIL DEL LAVOROOgni giorno a lavoro, una delle cose che faccio sempre, è controllare la mail interna per tenermi informato dei lavori che ci sono da fare durante la giornata.
In media ogni giorno, arrivano circa 40 mail di cui almeno 20 sono spam e in questi spam c'è scritto di tutto, da annucci di lavoro per fare soldi facili, alla vendita di pillole da parte di una certa farmacia a prezzi favolosi. Ogni tanto mi capita di leggerli e mi faccio delle risate che nemmeno vi immaginate.
Quello più divertente è sulla vendità di VIAGRA!!! ed ora ve la faccio leggere.
PREMETTO: Quello che leggerete dopo è un copia e incolla dello spam, dove è evidente che è una mail scritta in inglese ma tradotta in italiano co i piedi.
Buona lettura.
Si puo ordinare nel regime di Online – la qualita del produttore – il 100% dell’azione utile Le opinioni dei nostri clienti: - Il sesso porta piu soddisfacimento. Lo stress e la tensione sono spariti. Lei non si rattrista piu, ora io non temo, che saro costretto a negare. E` una sensazione fisica sbalorditiva, dopo la quale segue lo stesso sentimento profondo. - La cosa migliore del Vi e` la sicurezza della possibilita di «volare con autopilota», - confezione confidenziale 24.02.2009 IL CALENDARIO DEL LAVORO...02.12.2008 I 30 ANNI DI GOLDRAKE
Martedì 4 Aprile 1978 apparaviva per la prima volta sugli schermi italiani la serie televisiva “Atlas Ufo Robot” comunemente conosciuto come GOLDRAKE. ![]() Oggi ed in questa sede, non voglio scrivere nulla di lungo o “sbrodoloso”. Anche perchè molti ne hanno già scritto ed in qualche caso, meglio di come avrei fatto io. Non potevo però esimermi dal segnalare una data così importante e tributare un omaggio all’eroe, seppur di fantasia, che ha avuto un’importanza reale e concreta nella mia/nostra vita di bambino. Ha entusiasmato, sorpreso, ha nutrito la mia anima acerba con valori e sentimenti positivi… last but not least… mi ha fatto sognare! Diventando grande, non ho mai dovuto ridimensionare la mia valutazione su Goldrake, ecco forse la miglior prova delle qualità di questo gigante dell’animazione giapponese. 30 anni fa! Siamo tutti ovviamente diversi. Goldrake invece, rispetto a molti sui colleghi animati, invecchia benissimo.
20.08.2008 UN ULTIMO SALUTO :-(Ha mantenuto la sua ultima parola: «Finché vivo la Roma non la lascio».
Tutto il resto è bla bla bla. Gliel'ha chiesta il mondo; sia i russi sia gli americani, però, hanno trovato un muro che la storia è riuscita ad abbattere, ma che il sentimento di un uomo ha tenuto alto. «Finché vivo la Roma non la lascio».
Erano domande che non potevano avere risposta: la Roma chi è romanista non la vende mai, e mai mai mai se è stato tuo padre a fondarla, se l'hai vista nascere in culla. Piccolo e grande amore.
Aveva un anno Franco Sensi quando la Roma è nata. Hanno fatto tutto il percorso insieme. Si sono accompagnati come fanno le parole in una lettera: in quella che scrisse per il compleanno della società un anno fa disse: «Gli 80 anni della Roma sono i miei 80 anni». Ecco perché ieri che è morto, Franco Sensi non muore: la Roma mica finisce, passano solo i giorni. E se c'è un modo per accompagnare un amore fino al termine della vita, il suo è stato il migliore: starle sempre accanto.
Una volta (non era neanche un anno alla presidenza) Sensi, ultimo grande custode di una tradizione orale romanista che si sta spegnendo in urlaccia tele-radiofoniche, disse: «Mio padre oggi avrebbe più di cent'anni: non si è mai stancato di raccontare la Roma, e a me sembra di averli vissuti e rivissuti più volte, quei giorni e quei fatti».
Quasi per presentarsi parlò così "di giorni e fatti", di epoche, di pezzi d'epoche, e pezzi di racconti. Cioè di miti. Ma all'origine non ci sono superuomini, oracoli, dei o mostri, piuttosto nomi e cognomi conosciuti, erba di casa sua, i calzoncini corti che il papà indossava nella Pro Roma, il legno del comodino accanto al letto che era lo stesso di campo Testaccio (perché fu Re Silvio ad ordinarne i materiali per la costruzione).
E' quando l'album delle figurine Panini è quello di famiglia, il sogno un'abitudine di condominio; la Roma, allora, che hai respirato e imparato, già solo per questo ti diventa tutto: oltre che padre, e mamma com'è per tutti, passione e lavoro, ambizione e cura, casa e stadio, ricordo e futuro, grande palcoscenico e insieme il tuo posto delle fragole.
Ecco perché ha sempre detto: «Finché vivo la Roma non la lascio». Ecco perché non l'ha lasciata ancora, neanche oggi: oggi è mai. Gliel'ha chiesta il mondo, i russi e gli americani, con gli aerei che hanno veramente volato tra New York e Mosca, ma lui aveva già scelto la Matematica (ci si è laureato) come mestiere: l'equazione era sempre la stessa. «La Roma è mia». E basta.
Gliela chiedevano, ma erano domande che non potevano avere una risposta perché questa storia è nata da una domanda che non le aspettava: quel pomeriggio in cui lui, come Re Lear, riunì le donne della sua famiglia per chiedere consiglio sull'opportunità di comprarla, la Roma.
Apparentemente affari, profondamente, cuore. "Nothing", sir. L'aveva già presa, era già sua. E' stata sempre sua. Anche troppo. Per la Roma ci è anche morto. Questa è la storia un amore pertinace, così tanto, così vero, che per lo stesso motivo Franco Sensi, nei suoi primi anni di guida, è stato anche il presidente più contestato della storia romanista. Bla bla bla. Pareva troppo stretto l'abbraccio tra presidente e società, addirittura solipsistico, pareva facesse rima soltanto con proprietà: "La Roma è mia". Era un'equazione senza risultati e basta. Vinceva la Lazio, vinceva l'antistoria, l'antimateria: come se bruciasse il legno di Testaccio.
Ma Sensi costruiva in un mondo che soltanto si spettacolarizzava, metteva da parte quando di moda andava chi sperperava: erano favole semplici che nessuno più raccontava, la formica e la cicala. Derby. Come un vecchio ritornello che nessuno canta più. Il derby per Sensi è stato il suo grande cimento da presidente perché dall'altra parte c'era Sergio Cragnotti che aveva costruito la Lazio più forte di sempre. Cragnotti è stato "nemico" di Sensi quanto e come la Lazio della Roma: quasi arrivati contemporaneamente alla presidenza, hanno costruito le proprie squadre con due filosofie non solo diverse, ma antitetiche. Rampante, manageriale, spumeggiante, iperspettacolare quella del laziale; artigianale, saggia, familiare, antica, romanesca, quella del romanista. Alla fine è rimasto solo Sensi. Alla fine il presidente ha avuto ragione su tutto. Era stato bla bla bla perché aveva cacciato il mercante dal tempio, Luciano Moggi, che prese a male parole, lo mandò candidamente e testualmente affanculo, e pareva lesa maestà, e pareva il suicidio strategico, quasi un'irresponsabilità politica. Forse anche peggio quando parlò degli arbitri e di Carraro come di «un'associazione a delinquere». Venne punito, multato, deferito e irriverito per questo: oggi gli si fanno gli editoriali di "bravo-bravissimo" soprattutto per questo, mentre trequarti degli arbitri e del Palazzinaccio loro hanno smesso perché erano corrotti, perché le partite non erano vere veramente, e la Juve le rubava, e pure il Milan faceva qualcosa che non doveva fare, mentre la Lazio si dileguava.
Era il calcio che schifo fa. Ci poteva giurare Franco Sensi e l'ha fatto: «Finché vivo la Roma non la lascio». Il presidente bla bla bla ha mantenuto anche l'ultima parola. Come un vecchio ritornello che nessuno canta più, col colbacco a gennaio sotto la Curva Sud, l'urlo ragazzino al 3-3 di Totti, e il carabiniere che sorrideva vicino e Guido Paglia triste là sotto. E poi: «Chi ha segnato il ragazzino?». Sì. Come c'era un ragazzino quella notte di primavera sotto le scalette di un aereo che tornava a Fiumicino da Milano con una coppa, con gli aerei che continuano a volare tra New York e Mosca, aspettando un'altra notte, un'altra coppa. E adesso magari su, con Agostino. Qualcosa sarà più chiaro. Franco Sensi ha visto milioni di bandiere sventolargli davanti. Ha fatto la gente felice quel giorno al Circo Massimo, ma, soprattutto, ha avuto modo di guardare tutta quella felicità.
Un giorno racconteranno di persone arrampicate sugli alberi per una grande festa romanista, raccontando scopriranno che quelle persone erano veramente a milioni, che sono state per strada, giorni che c'erano uomini e donne fin sopra al Palatino, lì, sul colle dov'è nata Roma. Racconteranno. Qualche stupido non ci crederà e, come quasi tutti oggi, dirà: show must go on. Ma no, stavolta lo spettacolo non proseguisce. 18.08.2008 GRAZIE PRESIDENTEROMA, 18 agosto 2008 - Quindici anni di Roma, ma il ricordo da custodire come un bene prezioso è legato a una visita a villa Pacelli. E' lì, dentro la sua casa museo, che Franco Sensi, scomparso ieri sera a 82 anni in una clinica romana, dopo una lunga malattia, smetteva i panni di presidente e imprenditore pronto a battagliare col mondo, e indossava quelli in fondo a lui più congeniali.
UOMO SEMPLICE - Orgoglioso delle sue donne, le mostrava giocando a fare il marito-padre-padrone per rivelarsi subito per quel che realmente era nell'intimità: un uomo semplice, felice e realizzato, con un grandissimo senso della famiglia. La signora Maria, e le figlie Silvia, Maria Cristina, fino alla prediletta e predestinata Rosella. Sono loro, le donne di casa Sensi, che hanno accompagnato con amore e discrezione il grande capo nel lungo e doloroso cammino della malattia, ai giorni nostri.
NELLA STORIA - Franco Sensi è stato il più grande presidente della storia della Roma. Soltanto Dino Viola, tra quanti lo hanno preceduto, può essergli avvicinato. Non è solo questione di scudetti, da quello del 1983 a quello del 2001 (Sensi ci avrebbe aggiunto due coppe Italia e due supercoppe), e di guerre sante calcistiche, celebri e comuni ai due quelle con la Juventus, anche se poi Sensi seppe spingersi molto oltre. Ma di un modo di intendere il calcio, ultimi presidenti artigiani alle prese, Sensi più di Viola, con un mondo e uno sport che andavano cambiando, fino a diventare quelli di oggi. Dove i potenti sono sempre più potenti, e i soldi fanno sempre più la differenza.
SOLDI - Al calcio, alla sua Roma, e a un esserne tifoso senza reticenza alcuna, Franco Sensi di soldi ne ha sacrificati parecchi. Finendo col mettere addirittura a repentaglio il suo impero finanziario ma non la Roma, appetita l'altro ieri a est (i russi della Nafta Moskva) e ieri a ovest (l'americano Soros). Ricevendone in cambio un'immensa popolarità, la cui sintesi è racchiusa in un flash: scudetto 2001, Circo Massimo, un milione di persone ai suoi piedi. Nemmeno la nazionale campione del mondo 2006 ha saputo fare altrettanto. Quindici anni, calcisticamente, sono un'eternità. Non è un caso se questa eternità Sensi ha finito col condividerla interamente, intensamente, col più grande calciatore che la città abbia mai dato (e probabilmente mai darà) alla Roma. Francesco Totti esordì sedicenne in serie A il 28 marzo del '93, nelle settimane in cui i libri contabili della società erano sul punto di finire in tribunale. Due mesi dopo, quella Roma e quel Totti furono salvati proprio da Franco Sensi.
Un motivo in più, oggi, per ringraziarlo. 30.04.2008 BISOGNEREBBE VIVERE AL CONTRARIO"La vita dovrebbe essere vissuta al contrario. Col passare del tempo, le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono. E alla fine abbandoni questo mondo in un orgasmo….." 07.04.2008 UN DIAMANTE E' PER SEMPRE.....INUTILE!!!Come può una pietra delle dimensioni di ... (3-4 cm) valere 12 milioni di dollari?
Voi penserete: "Perché è rarissimo!" e potreste anche aver ragione; ma in fin dei conti, a pensarci bene,
qual è l'utilità di quest'oggetto?
Non si mangia,sai i dolori di panza, non si può usare come combustibile, non guarisce da nessuna malattia,
non rende più belli (perché se sei un cesso, cesso resti, al massimo diventi un cesso col diamante):
allora perché lo si dovrebbe pagare 12 MILIONI DI DOLLARI?!?!
Meglio tenerseli in saccoccia... sempre se ce li avete! 18.03.2008 “GUFO, GUFO DI MEDDDA!!!!! NON GEL’HAI UNA CASA!!!!”Vi voglio raccontare, quanto è successo Ieri sera a casa di mia sorella. Ero lì a vedere la partita ROMA vs MILAN, purtroppo non ero solo, dico purtroppo perché, a vedere la partita c’erano anche un gruppo di tifosi del Napoli, che la settimana scorsa ha preso due schiaffi dalla Roma, che imparte un po’ gufavano, e per questo li capisco, e c’era anche la madre del marito di mia sorella, un vero e proprio GUFO in carne e ossa.Durante la partita, mio zio Michele, tifoso napoletano, lanciava delle frecciatine inoque, che ci potevano stare, io il classico sfottò lo prendo tranquillamente e mi ci faccio una risata sopra, ma quando la madre di Giorgio se n’è uscita con, “MA TANTO QUESTA partita FINISCE O-O”, un risultato talmente inutile, per la Roma, che era come perdere.Non potete capire, non c’è più iettatore di una persona che è totalmente disinteressata verso una determinata cosa, infatti, potevo capire se lo diceva un interista un laziale, un qualsiasi altro tifoso di calcio che non ha simpatie verso la Roma, ma da parte sua, che un altro pò non sa neanche che vuol dire “PALLONE”, è proprio una GUFATA in piena regola. Ho tentato di rimediare con la classica “TOCCATINA” anche se non la definirei proprio toccatina, ma “RASTRELLATA” conoscendo i precedenti, visto che non è nuova a gufare sugli altri. Comunque il gesto, non è bastato, 10° min dopo KAKA’ segna e porta in vantaggio il Milan.Mani nei capelli, disperazione totale, l’avrei strozzata, ma non potevo.Dopo svariati minuti d’angoscia, pensando che l’inter il giorno dopo avrebbe vinto, e noi sempre più lontani dal sogno scudetto, LA SVOLTA, lei si alza e dice di andare a casa, dentro di me stavo esultando come se avessimo segnato.I tempi per togliere il DISTURBO sono stati molto molto lunghi, e intanto il tempo correva, il triplice fischio finale si avvicinava e noi sotto di un gol, ed io pensavo:“GUFO, GUFO DI MEDDDA!!!!! NON GEL’HAI UNA CASA!!!!”e al culmine del agonia finalmente se ne andò riaccendendo in me un barlume di speranza, e di li a poco, dopo una serie di rimpalli e un tiro non perfetto la Roma pareggia con Giuly. E non è finita, a 10 minuti dalla fine, lancio di De rossi scatto in profondita di VUCINIC che con un destro rasoterra mette la palla infondo al sacco ROMA in vantaggio 2-1 e tutti a casa compreso il GUFO!!!P.S: per mia cugina non dire nulla di tutto ciò a Giorgio e mia sorella, se no magari Giorgio si offende01.03.2008 Ecco un breviario molto semplice da sfoderare nelle migliori occasioni MONDANE a livello internazionaleFrasario Inglese - Romanesco
02.04.2007 CHE SPETTACOLO!!!Un ateo comunista stava facendo una passeggiata nella foresta...
"Che alberi maestosi!Che fiumi impetuosi! Che begli animali!" si diceva. Mentre camminava lungo il fiume sentì un movimento tra i cespugli dietro di sé. Si voltò per dare un'occhiata e vide un grizzly di 3 metri che lo caricava. Si mise a correre più velocemente che poteva su per il sentiero. Guardò sopra la sua spalla e vide che l'orso si avvicinava sempre di più. Guardò ancora e vide che l'orso era sempre più vicino. Il suo cuore pompava freneticamente e cercava di correre ancora più veloce. Inciampò e cadde a terra. Rotolò per cercare di tirarsi su ma vide che l'orso era proprio sopra di lui avendolo raggiunto con la sua zampa sinistra e alzando la destra per colpirlo. In quell'istante l'ateo gridò: "Mio Dio!" Il tempo si fermò. L'orso si congelò. La foresta era silenziosa. Mentre una luce abbagliante brillava sull'uomo, una voce venne fuori dal cielo: "Hai negato la mia esistenza per tutti questi anni, insegnato ad altri che non esisto e addirittura attribuito il creato ad un incidente cosmico. Ti aspetti che ti aiuti in questa circostanza? Devo considerarti un credente?" L'ateo comunista guardò dritto verso la luce: "Sarebbe ipocrita da parte mia chiederti all'improvviso di considerarmi cristiano ora, ma forse puoi rendere cristiano l'orso?" "Molto bene", rispose la voce. La luce se ne andò. I suoni della foresta ricominciarono. L'orso abbassò la sua zampa destra e mettendosi in ginocchio a zampe giunte abbassò il capo e disse: "Signore, benedici questo cibo che sto per ricevere e per il quale ti sono molto grato..." 28.09.2006 Lettera autentica spedita ad Andrea Biavardi Direttore di FOR MENLettera autentica spedita ad Andrea Biavardi Direttore di FOR MEN 17.07.2006 CHICCE DAL MONDO DELLA SCUOLA!! Le note sul registro rimaste nella storia!!Si espelle dall'aula l'alunna Marioli Ilaria perchè ha ossessivamente offeso la compagna Sabatino Domenica chiamandola "WeekEnd". La classe nonostante i continui richiami del professore continua imperterrita durante le ore di c.t.a. a emanare flatulenze senza che i colpevoli si dichiarino e l'aria ormai è resa irrespirabile da tali tale maleducazione. L'insegnante di latino: "L'alunno è entrato in aula, dopo essere stato per 20 mintuti al bagno, aprendo la porta con un calcio; ha fatto una capriola e ha puntato un'immaginaria pistola verso l'insegnate dicendo "ti dichiaro in arresto nonnina!" L'alunno giustifica l'assenza del giorno precedente scrivendo: "credevo fosse domenica". Tricella, Lucchini e Beretta chiudono in bagno una loro compagna perchè ritenuta da loro "cesso". Gli alunni Bolzonello e Berton durante l'ora di italiano compiono irrispettosi esperimenti di balistica usando proiettili di carta e saliva. Ponziani non svolge i compiti e alla domanda "Per quale motivo?" risponde "Io c'ho una vita da vivere ". Liceo Scientifico Copernico di Brescia: "Gli alunni Bontempi e Novellino simulano un omicidio in classe, il primo si è steso a terra, il secondo disegna la sagoma. Gli alunni P. e A. alle ore 10 e 25 escono dall'armadio. L'alunno C***** lancia dalla finestra del laboratorio di fisica, situato al secondo piano dell'istituto, un assorbente con le ali urlando ai compagni incuriositi "Vola colomba bianca vola". S***** C****** lascia l'aula prima dell'orario di uscita dopo aver fotografato la lavagna con il cellulare sostenendo che avrebbe riesaminato la lezione a casa sua. L'alunno A. assente dall'aula dalle ore 12.03, rientra in classe alle ore 12.57 con un nuovo taglio di capelli. Gli alunni M.P. e D.A. dopo aver rubato diversi gessetti dalla lavagna di classe, simulano durante la lezione l'uso di sostanze stupefacenti tramite carte di credito e banconote arrotolate, tentando inoltre di vendere le sopracitate finte sostanze ai propri compagni. A mia insistente richiesta di smetterla vengo incitato a provare pure io per non avere così tanti pregiudizi. La classe non mostra rispetto per l'illustre filosofo Pomponazzi e ne altera il nome in modo osceno. L'alunno M. dopo la consegna del pagellino da far firmare ai genitori riconsegna il pagellino firmato 2 minuti dopo. Sospetto che la firma non sia autentica. L'alunno G**** esce dall'armadio dopo 20 minuti dall'inizio della lezione di disegno intonando la canzone "we wish you a merry christmas". Il crocefisso dell'aula è stato rovinato. Il Cristo ora ha disegnata la maglia della nazionale. L'alunno *** durante l'intervallo intrattiene dalla finestra dell'aula gli alunni dell'istituto imitando Benito Mussolini, munito di fez e camicia nera, presentando una dichiarazione di guerra all'istituto che sta dall'altra parte della strada. Dopo aver fatto scena muta durante l'interrogazione di geografia astronomica Vxxxxx chiede di avvalersi dell'aiuto del pubblico. L' alunno D.L. arrivando in classe in ritardo si giustifica dicendo di aver perso tempo a parcheggiare l'enterprise. L'alunno M.G. al termine della ricreazione sale sul bancone adiacente la cattedra e dopo aver gridato: "Ondaaaa energeticaa" emise un rutto notevole che incitò la classe al delirio collettivo. Facendo l'appello e notando l'assenza dell'alunno S...., mi viene detto dall'alunno C... di non preoccuparmi. Quest'ultimo estrae il portafoglio, lo apre, e simulando di parlare ad una terza persona urla "Scott: teletrasporto!". Con fragorosi effetti sonori fatti con la bocca, l'alunno S.... fuoriesce dall'armadio. 15.06.2006 La pubblicità vuol farci credere che ...
20.05.2006 LE 10 REGOLE PER USCIRE CON MIA FIGLIA10 Regole per uscire con MIA figlia Regola numero Uno: Se entri nel mio vialetto e suoni il clacson è meglio che tu abbia qualche pacco da consegnare, perchè di sicuro non carichi nulla. Regola numero Due: Non toccare mia figlia davanti a me. Puoi guardarla, finchè non sbirci nulla al di sotto del suo collo. Se proprio non riesci a tenere occhi o mani lontani dal corpo di mia figlia, vorrà dire che te li dovrò togliere. Regola numero tre: Sono al corrente che e` considerato di moda, per i ragazzi della tua eta`, l'indossare dei jeans cosi` larghi che paiono caderti dai fianchi da un momento all'altro. Ti prego, non prenderlo come un insulto, ma tu e tutti i tuoi amici siete una manica di idioti. Comunque, voglio essere gentile e di mente aperta in proposito, per questo ti propongo un onesto compromesso: Tu puoi arrivare sulla mia porta con la tua biancheria in vista ed i tuoi jeans piu` larghi di dieci taglie e io non avro` nulla da obbiettare. Comunque, per essere sicuri che i tuoi vestiti restino al loro posto, almeno durante l'appuntamento con mia figlia, prendero` la mia chiodatrice elettrica e te li fissero` saldamente ai fianchi. Regola numero quattro: Sono certo che ti e` stato detto che, al giorno d'oggi, fare sesso senza utilizzare un "metodo barriera" di un qualche genere ti puo` uccidere. Lascia che ti chiarisca il concetto, quando arriverai a pensare al sesso con mia figlia, io saro` la barriera, e io ti uccidero`. Regola numero cinque: Si considera normale che, per conoscerci meglio, noi si debba parlare di sport, politica, e altri argomenti quotidiani. Ti prego di non farlo. L'unica informazione che desidero da te e` quando pensi di riportare indietro mia figlia sana e salva a casa, e l'unica parola che mi occorre di sentire in proposito e` "presto." Regola numero sei: Non dubito che tu sia un ragazzo popolare, con molte opportunita` di appuntamenti con altre ragazze. Questo mi va benissimo fintanto che va bene a mia figlia. Quindi, una volta che sei uscito con la mia bambina, continuerai a uscire con lei e nessun'altra finche' lei non ti lascerà. Se tu fai piangere lei, io faro` piangere te. Regola numero sette: Mentre te ne stai sul vialetto di casa mia, aspettando che mia figlia appaia, e che quell'oretta e piu` trascorra, non startene li a sospirare e lamentarti. Se volevi arrivare in tempo per il film non dovevi prendere appuntamenti. Mia figlia si sta truccando, un procedimento che puo` richiedere piu` tempo della tinteggiatura del Golden Gate di S.Francisco. Invece di startene li` a far nulla, perche' non fai qualcosa di utile tipo cambiarmi l'olio alla macchina? Regola numero otto: I seguenti posti NON sono adeguati per un appuntamento con mia figlia: -Luoghi dove ci siano letti, sofa`, o qualsiasi cosa piu` morbida di una seggiola in legno. -Luoghi senza genitori, poliziotti o suore a portata di vista. -Luoghi dove c'e` poca luce. -Luoghi dove si balla, ci si tiene per mano o dove c'e`allegria. -Luoghi dove la temperatura ambiente e` abbastanza calda da indurre mia figlia ad indossare shorts, canottiere, mezze magliette o qualsiasi altra cosa che non sia una tuta da lavoro, un maglione e un eskimo allacciato fino alla gola. -I film fortemente romantici o a tema sessuale devono essere evitati; i film con motoseghe vanno bene. -Le partite di Hockey sono ok. Case di persone anziane vanno meglio. Regola numero nove: Non mentirmi. Posso sembrarti un ridicolo ometto di mezza eta` con pancetta e calvizie incipiente, poco furbo e sorpassato. Ma per mia figlia, io sono l'onniscente e spietato dio del tuo universo. Se io ti chiedo dove stai andando e con chi, tu hai solo una possibilita` per dirmi la verita`, tutta la verita` e nient'altro che la verita`. Ho un fucile, una vanga e due ettari dietro casa. Non cercare di imbrogliarmi. Regola numero Dieci: Abbi paura. Abbi molta paura. Ci vuole veramente poco per confondere il rumore della tua auto sul vialetto con quello degli elicotteri sulle risaie vicino ad Hanoi. Quando la mia intossicazione da diserbanti torna a farsi sentire, le voci nella mia testa continuano a ripetermi "pulisci il fucile mentre aspetti che riporta a casa tua figlia". E' per questo che quando arrivi sul vialetto di casa mia devi: 1.uscire dalla macchina con entrambe le mani bene in vista. 2.Dire la parola d'ordine, annunciando con voce forte e chiara che hai riportato mia figlia a casa sana, salva e presto, per poi tornare in macchina. No non c'e` bisogno che entri. Il volto camuffato che vedi alla finestra e`il mio. 13.05.2006 DOMANDONE DA UN MILIONE DI DOLLARI.....Ragazzi/e di tutta italia, ho bisogno del vostro aiuto
Secondo voi, senza sapere cosa dovrei fare precisamente, (nun ve preoccupate non devo fà niente de male anzi)
LO FACCIO O NON LO FACCIO?
E' una decisione ke nn riesco a prendere
HELP MEEE!!! PLEASEEEE 04.05.2006 SUOR LOGICA E SUOR MATEMATICASUOR LOGICA(SL) E SUOR MATEMATICA(SM)
Suor Logica e Suor Matematica sono a passeggio nei boschi attorno al convento.
E' tardi e comincia ad imbrunire. SM: hai notato l'uomo che ci segue? Chissà cosa vuole.
SL: è logico, ci vuol violentare.
SM: oddioddio, dalla distanza in cui si trova ci raggiungerà in 5' e 18". Che fare?
SL: l'unica cosa logica è accelerare il passo.
SM: odddioddio, non funziona!
SL: Eh già! Logicamente ha accelerato anche lui.
SM: oddioddio, la distanza è diminuita, ci raggiungerà in 1' e 44"!
SL: l'unica soluzione logica è dividerci, tu vai di là, io di qua. Logicamente non può seguire tutt'e due.
L'uomo decide di seguire SL, così SM raggiunge salva il convento, ma è molto preoccupata per l'altra, che peraltro arriva in convento poco dopo.
SM: Suor Logica, grazie oddioddio! Racconta, racconta!
SL: l'uomo non poteva logicamente che seguire una di noi e scelse me.
SM: (un po' irritata): sì, sì, lo so, ma dopo?
SL: secondo i canoni della logica, io correvo sempre più forte e lo stesso faceva lui.
SM: sì, sì, ma poi?
SL: com'è logico, mi raggiunse.
SM: oddioddio, e tu che facesti?
SL: l'unica cosa logicamente possibile: mi tirai su la veste.
SM: orrore, orrore, e lui?
SL: logicamente, si tirò giù le brache.
SM: Gesù, Gesù, che accadde allora?
SL: Logico! Una monaca con la veste su corre molto più
velocemente di un uomo con le brache giù.....!
E a quelli di voi, che già si rallegravano al pensiero della porcata, vergogna!
Nell'angolo, in ginocchio, dite quattro Pater, Ave, e Gloria! 24.04.2006 LE 5 REGOLE DELL'IMPERO ROMANOLE 5 REGOLE D'ORO DELL'IMPERO ROMANO 1 "Lavora sempre un po' meno della tua soglia minima de sopportazione ricordate de abbassa' ciclicamente i livelli di detta soglia."
2 "Nun te incazza' coi deboli, nun te incazza' coi forti, NUN TE INCAZZA' PROPRIO.
3 "Non tutti i mali vengono pe' nuoce, quindi tutte le vorte che hai fatto male a quarcuno, nun te sembra, ma je hai fatto bene, percio' nun te sta' a preoccupa', che te frega."
4 "Aiutati che tanto nun te aiuta nessuno.
5 "Nun scaja' mai la prima pietra si nun sei sicuro da piallo BENE. 18.04.2006 NOI ROMANINOI ROMANI
Realmente accaduto in via Nomentana.
Sentita sulla Boccea.
Io guidavo. Una bodrillona attraversa la strada.
Sentita a Porta Maggiore, Roma.
In mezzo ar traffico c'è 'r tipico romano 'ncazzato che dà una serie de clacsonate inutili perché nun c'è pòpo spazio pe' fermasse.
03.04.2006 IL CAVALLIER BIANCO E IL CAVALLIERE NERO
24.03.2006 L'APPUNTAMENTOL'APPUNTAMENTO
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